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La casa con il progetto open source

L'open source si sta allargando oltre le sfere informatiche, lo studio 00:/ di Londra ha proposto una nuova idea di progettazione degli edifici.
Wiki House non è un prodotto ma un'idea di progettazione open source, si basa sulla condiviosione di disegni e istruzioni per costruire una casa a basso costo, ecosostenibile e facile da montare.
Come per i programmi informatici  i progetti sono condivisi e tutti possono contribuire a svilupparli e migliorarli, viene data vita cos+ ad una serie di modelli da scaricare, fabbricare e costruire.
I rgetti sono pensati per l'utente qualsiasi, inesperto che non deve saper usare attrezzature particolari, sembra che anche il trapano sia bandito dalle istruzioni per il montaggio. L'unica cosa da fare è trovare un laboratorio - officina dotato di macchine  controllo numerico che ritagli i pezzi secondo le isruzioni scaricate dal sito.
L'obbiettivo finale di Wiki House è quello di arrivare a costruire case efficienti e sostenibili, con materiali rigorosamente riciclabili e a ' chilometri zero ' .

L'idea mi sembra bella e rivoluzionaria anche se purtroppo non credo che nel nostro paese, ignorante, tecnicamente fallito, costituito da una specie di popolo da grande fratello e pallonaro  che considera gli albi, i permessi e la burocrazia ingessante come una meravigliosa idea per proteggere tutti noi, una casa ritagliata da un progetto open source su internet sarà difficile che abbia successo.  


10 05 2012 |   |  info@itrweb.eu

Internet web e frequenze tv

3GSMA, l'associazione che raccoglie gli oltre 700 gestori mobili di tutto il pianeta, punta a attivare la banda larga mobile su scala globale, sfruttando le frequenze liberate dal passaggio dalla TV analogica a quella digitale.
Attivare la banda larga mobile su scala globale, sfruttando le frequenze liberate dal passaggio dalla TV analogica a quella digitale. È l’obiettivo della 3GSMA, l’associazione che raccoglie gli oltre 700 gestori mobili di tutto il pianeta, nel cui board siede anche Mauro Sentinelli, ex direttore generale di Tim, intervistato per Il Sole 24 Ore da Giuseppe Caravita.
Sentinelli è convinto che i costi per creare questa nuova infrastruttura per la connessione mobile siano sostenibili e che non saranno necessari fondi pubblici. Saranno i gestori a investire in massima parte e sarà il mercato a ripagare gli sforzi economici, perché se c’è un settore in cui gli utenti sono disposti ancora a spendere è proprio quello dei servizi Internet legati alla mobilità. Gli operatori dovranno sostenere le spese per lo sviluppo e l’implementazione dello standard LTE (Long Term Evolution).

La tecnologia per la connessione mobile di quarta generazione c’è e si chiama OFDM (Ortogonal Frequency Division Multiplexing), la stessa utilizzata dal cavo DSL. Ciò che manca veramente è la disponibilità di frequenze. La soluzione viene proprio dal dividendo digitale. E la banda a 700 MHz, ovvero quella delle frequenze TV liberate, spiega Sentinelli, è migliore di quella a 900 MHz: è più pervasiva, richiede meno investimenti e offre prestazioni superiori.
Il Commissario europeo alle TLC Viviane Reding ha già invitato i paesi europei a utilizzare le frequenze liberate per la banda larga mobile. I governi sono chiamati a fare delle scelte, ad attuare una politica industriale adeguata e proiettata nel futuro. Nell’immediato futuro. Dovranno imporre garanzie a fronte dell’allocazione delle nuove frequenze, chiedere impegni di copertura e investimenti, impedire speculazioni, ma anche spingere nel senso indicato dalla Reding e dalla 3GSMA. Anche il governo italiano è chiamato a scegliere.
 

Evoluzione delle connessioni mobili:
 



19 11 2010 |   |  info@itrweb.eu

Rinnova il tuo vecchio sito

rinnova il tuo sito internet'Oggi in Internet il 90% dei siti web sono obsoleti, sono 'lapidi digitali', perche' chi li realizza non coincide con chi li usa'.
Lo ha detto Diego Calza', esperto di progettazione partecipata dei sistemi informativi, intervenuto a Fornace ad un seminario sulle nuove frontiere del Web 2.0 organizzato da Trentino Sviluppo.
'Oggi avere un sito non basta piu'. C'e' una mutazione in atto: le persone stanno prendendo il controllo della scena. Le conversazioni tra pari determinano la reputazione di un'azienda, il passaparola on-line e' il vero ago della bilancia'. 'Per un'azienda che decide di essere presente in rete - continua Calza' - tutto questo significa passare dall'Internet dei siti all'Internet delle persone, dalla comunicazione istituzionale alla conversazione fatta dalla gente per la gente, dai contenuti alle relazioni di fiducia. Perche' ormai e' chiaro: il vecchio modello e' ormai al tramonto. Alle aziende interessa sempre piu' come viene visto il loro prodotto nei social network piuttosto che il posizionamento su Google. Il 90% dei consumatori si fida delle recensioni dei blogger online, solo il 14% si fida della pubblicita' tradizionale; solo il 18% delle campagne televisive genera un ritorno economico positivo'.


01 11 2010 |   |  info@itrweb.eu

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